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Carta europea dei diritti del malato

Presentata a Bruxelles il 15 novembre 2002


PRIMA PARTE: DIRITTI FONDAMENTALI


La Carta dei diritti fondamentali, che rappresenta il primo “mattone” della

costituzione europea, è il principale punto di riferimento della presente

Carta. Essa afferma una serie di diritti universali, non disponibili per gli

organi dell’Unione e gli stati membri ai quali si applica e neppure per i

singoli che ne godono. Questi diritti trascendono l’appartenenza nazionale e

non sono quindi discriminati da criteri di cittadinanza, ma riguardano la

persona umana come tale. Essi esistono anche quando le leggi nazionali non

prevedono la loro tutela: la loro sola enunciazione generale è sufficiente per

legittimare ciascuno a reclamarne la traduzione in concrete procedure e

garanzie positive. Secondo l’articolo 51, infatti, le leggi nazionali devono

conformarsi alla Carta di Nizza, ma questo non scavalca le costituzioni

nazionali, le quali saranno applicate quando garantiscono un più alto livello

di protezione (art. 53).

In conclusione, i singoli diritti stabiliti nella Carta di Nizza devono essere

interpretati estensivamente, cosicché il richiamo ai correlati principi generali

possa coprire gli eventuali vuoti nelle singole previsioni.

  • L’articolo 53 della Carta di Nizza stabilisce un diritto alla salute come “diritto

di accedere alla prevenzione sanitaria e di ottenere cure mediche alle

condizioni stabilite dalle legislazioni e prassi nazionali”. L’articolo 53,

inoltre, stabilisce che l’Unione deve garantire “un alto livello di protezione

della salute umana”, intendendo la salute come un bene sia individuale che

sociale, ma anche come insieme dei servizi sanitari. Questa formula

costituisce un criterio direttivo per i governi nazionali: non fermarsi alle

soglie di “standard minimi garantiti”, ma, nella diversità di capacità di

prestazioni tra i vari sistemi, livellare in alto.

  • In aggiunta all’articolo 35, la Carta dei diritti fondamentali contiene molte

disposizioni che si riferiscono direttamente o indirettamente ai diritti dei

malati, e che è pertanto utile richiamare: la inviolabilità della dignità umana

(articolo 1) e il diritto alla vita (articolo 2); il diritto alla integrità della

persona (art. 3); il diritto alla sicurezza (art. 6); il diritto alla protezione dei

dati personali (art. 8); il diritto alla non discriminazione (art. 21); il diritto

alla diversità culturale, religiosa e linguistica (art. 22); i diritti dei bambini

(art. 24); i diritti degli anziani (art. 25); il diritto a condizioni di lavoro giuste

ed eque (art. 31); il diritto alla sicurezza sociale e all’assistenza sociale (art.

34); il diritto alla protezione dell’ambiente (art. 37); il diritto alla protezione

dei consumatori (art. 38); la libertà di movimento e residenza (art. 45).


2. Altri riferimenti internazionali

I quattordici diritti illustrati più avanti sono anche legati ad altri documenti e

dichiarazioni internazionali, provenienti in particolare dalla Organizzazione

mondiale della sanità e dal Consiglio d’Europa.

Per quanto riguarda l’OMS, i documenti più rilevanti sono i seguenti:

  • La Dichiarazione sulla promozione dei diritti dei pazienti in Europa,

approvata ad Amsterdam nel 1994;

  • La Carta di Lubiana sulla riforma dell’assistenza sanitaria, approvata nel

1996;

  • La Dichiarazione di Jakarta sulla promozione della salute nel 21mo secolo,

approvata nel 1997.

Per quanto riguarda il Consiglio d’Europa, va richiamata in particolare la

Convenzione sui diritti umani e la biomedicina del 1997, così come la

Raccomandazione Rec (2000)5 per lo sviluppo di istituzioni per la

partecipazione dei cittadini e dei pazienti nei processi di decisione riguardanti

l’assistenza sanitaria.

Tutti questi documenti considerano i diritti dei cittadini in campo sanitario

come derivanti da diritti fondamentali e formano, pertanto, parte dello stesso

processo in cui è inserita la presente Carta.


PARTE SECONDA: Quattordici (14) DIRITTI DEI PAZIENTI


Questa parte propone la proclamazione di quattordici diritti dei pazienti, che

nel loro insieme cercano di rendere i diritti fondamentali richiamati sopra

concreti, applicabili e appropriati alla attuale fase di transizione dei servizi

sanitari. Tutti questi diritti mirano a garantire un “alto livello di protezione

della salute umana” (articolo 35 della Carta dei diritti fondamentali)

assicurando l’alta qualità dei servizi erogati dai diversi sistemi sanitari

nazionali. Essi devono essere protetti in tutto il territorio della Unione europea.

Riguardo ai 14 diritti, è necessario fare alcune premesse:

  • La definizione dei diritti implica che sia i cittadini che gli altri attori della

sanità assumano le proprie responsabilità. I diritti sono infatti correlati sia

con i doveri che con le responsabilità.

  • La Carta si applica a tutti gli individui, riconoscendo il fatto che le

differenze, come l’età, il genere, la religione, lo status socio-economico, il

livello di alfabetizzazione, ecc., possono influenzare i bisogni individuali

di assistenza sanitaria.

  • La Carta non intende prendere posizione su questioni di tipo etico.

  • La Carta definisce diritti che sono validi negli attuali sistemi sanitari

europei. Essa potrà essere quindi rivista e modificata per tenere conto

della loro evoluzione, nonché dello sviluppo della ricerca scientifica e

tecnologica.

  • I quattordici diritti sono una concretizzazione di diritti fondamentali e,

come tali, devono essere riconosciuti e rispettati indipendentemente da

limitazioni finanziarie, economiche o politiche, tenendo conto dei criteri di

appropriatezza.

  • Il rispetto di questi diritti implica il soddisfacimento sia di requisiti tecnici e

organizzativi, sia di modelli comportamentali e professionali. Questi

diritti, perciò, richiedono una riforma globale dei modi in cui operano i

sistemi sanitari nazionali;

  • Ogni articolo della Carta si riferisce a un diritto e lo definisce e illustra,

senza la pretesa di prevedere tutte le possibili situazioni a cui esso si

riferisce.


1. Diritto a misure preventive

Ogni individuo ha diritto a servizi appropriati a prevenire la malattia.


I servizi sanitari hanno il dovere di perseguire questo fine incrementando la

consapevolezza delle persone, garantendo procedure sanitarie a intervalli

regolari e libere da costi per i diversi gruppi di popolazione a rischio, e

rendendo disponibili per tutti i risultati della ricerca scientifica e della

innovazione tecnologica.


2. Diritto all’accesso

Ogni individuo ha il diritto di accedere ai servizi sanitari che il suo stato di salute

richiede.


I servizi sanitari devono garantire eguale accesso a ognuno, senza

discriminazioni sulla base delle risorse finanziarie, del luogo di residenza, del tipo di

malattia o del momento di accesso al servizio.

Un individuo che richieda un trattamento, ma non possa sostenerne i costi, ha il

diritto di ricevere comunque il servizio.

Ogni individuo ha diritto a servizi adeguati, indipendentemente dal fatto che

sia stato ammesso in un piccolo o grande ospedale o clinica.

Ogni individuo, anche senza regolare permesso di soggiorno, ha il diritto alle

cure urgenti ed essenziali, tanto in regime di ricovero che di assistenza esterna.

Un individuo che soffra di una malattia rara ha lo stesso diritto ai necessari

trattamenti e medicazioni di chi soffre di una malattia più comune.


3. Diritto alla informazione

Ogni individuo ha il diritto di accedere a tutti i tipi di informazione che riguardano il

suo stato di salute e i servizi sanitari e come utilizzarli, nonché a tutti quelli che la

ricerca scientifica e la innovazione tecnologica rendono disponibili.


I servizi sanitari, così come i fornitori e i professionisti devono assicurare una

informazione ritagliata sul paziente, tenendo in particolare conto le sue

specificità religiose, etniche o linguistiche.

I servizi sanitari hanno il dovere di rendere tutte le informazioni facilmente

accessibili, rimuovendo gli ostacoli burocratici, educando i fornitori di

assistenza sanitaria, preparando e distribuendo materiale informativo.

Un paziente ha il diritto di accedere direttamente alla sua cartella clinica e alla

sua documentazione sanitaria, di fotocopiarle, di fare domande circa il loro

contenuto e di ottenere la correzione di ogni errore esse potessero contenere.

Un paziente ospedaliero ha il diritto a una informazione che sia continua e

accurata. Ciò può essere garantito da un “tutor”.

Ogni individuo ha il diritto all’accesso diretto alle informazioni sulla ricerca

scientifica, sull’assistenza farmaceutica e sulla innovazione tecnologica. Questa

informazione può venire da fonti pubbliche o private, con la garanzia che essa

risponda a criteri di accuratezza, attendibilità e trasparenza.


4. Diritto al consenso

Ogni individuo ha il diritto ad accedere a tutte le informazioni che lo possono mettere in

grado di partecipare attivamente alle decisioni che riguardano la sua salute. Queste

informazioni sono un prerequisito per ogni procedura e trattamento, ivi compresa la

partecipazione alla ricerca scientifica.


I fornitori e i professionisti dei servizi sanitari devono dare al paziente tutte le

informazioni relative a un trattamento o a una operazione a cui deve sottoporsi.

Tale informazione deve comprendere i rischi e i disagi associati, gli effetti

collaterali e le alternative. Questa informazione deve essere data con sufficiente

anticipo (con un preavviso di almeno 24 ore) per mettere il paziente in

condizione di partecipare attivamente alle scelte terapeutiche riguardanti il suo

stato di salute.

I fornitori e i professionisti dei servizi sanitari devono usare un linguaggio noto

al paziente e comunicare con esso in un modo che sia comprensibile anche per

le persone sprovviste di una conoscenza tecnica.

In tutte le circostanze in cui è previsto che sia un legale rappresentante a dare il

consenso informato, il paziente, che sia un minore o un adulto incapace di

intendere e di volere, deve essere coinvolto quanto più possibile nelle decisioni

che lo/la riguardano.

Il consenso informato di un paziente deve essere ottenuto su queste basi.

Un paziente ha il diritto di rifiutare un trattamento o un intervento medico e di

cambiare idea durante il trattamento, rifiutando il suo proseguimento.

Il paziente ha il diritto di rifiutare di ricevere informazioni circa il suo stato di

salute.


5. Diritto alla libera scelta

Ogni individuo ha il diritto di scegliere liberamente tra differenti procedure ed erogatori

di trattamenti sanitari sulla base di adeguate informazioni.


Il paziente ha il diritto di decidere a quali esami diagnostici e terapie sottoporsi,

nonché quali medici di famiglia, specialisti od ospedalieri utilizzare. I servizi

sanitari hanno il dovere di garantire questo diritto, fornendo ai pazienti

informazioni sui diversi centri e professionisti in grado di garantire un certo

trattamento e sui risultati della loro attività. Essi devono rimuovere ogni tipo di

ostacolo che limiti l’esercizio di questo diritto.

Un paziente che non ha fiducia nel suo medico ha il diritto di designarne un

altro.



6. Diritto alla privacy e alla confidenzialità

Ogni individuo ha il diritto alla confidenzialità delle informazioni di carattere

personale, incluse quelle che riguardano il suo stato di salute e le possibili procedure

diagnostiche o terapeutiche, così come ha diritto alla protezione della sua privacy

durante l’attuazione di esami diagnostici, visite specialistiche e trattamenti medico-chirurgici

in generale.

Tutti i dati e le informazioni relative allo stato

di salute di un individuo, nonché

ai trattamenti medici o chirurgici ai quali esso è sottoposto, devono essere

considerati privati e, come tali, adeguatamente protetti.

La privacy delle persone deve essere rispettata, anche nel corso dei trattamenti

medici e chirurgici (esami diagnostici, visite specialistiche, medicazioni, ecc.), i

quali devono svolgersi in un ambiente adeguato e in presenza di coloro la cui

presenza è assolutamente necessaria (a meno che il paziente non lo abbia

esplicitamente consentito o richiesto).


7. Diritto al rispetto del tempo dei pazienti

Ogni individuo ha diritto a ricevere i necessari trattamenti sanitari in un periodo di

tempo veloce e predeterminato. Questo diritto si applica a ogni fase del trattamento.


I servizi sanitari hanno il dovere di fissare tempi di attesa entro i quali

determinati servizi devono essere erogati, sulla base di specifici standard e in

relazione al grado di urgenza del caso.

I servizi sanitari devono garantire a ogni individuo l’accesso ai servizi,

assicurando la loro immediata iscrizione nel caso di liste di attesa.

Ogni individuo che lo richiede ha il diritto di consultare le liste di attesa, nei

limiti del rispetto della privacy.

Nel caso in cui i servizi sanitari non siano in grado di fornire i servizi nel tempo

massimo predeterminato, deve essere garantita la possibilità di usufruire di

servizi alternativi di qualità comparabile e ogni costo da ciò derivante per il

paziente deve essere rimborsato in un tempo ragionevole.

I medici devono dedicare un tempo adeguato ai loro pazienti, compreso il

tempo dedicato a fornire informazioni.


8. Diritto al rispetto di standard di qualità

Ogni individuo ha il diritto di accedere a servizi sanitari di alta qualità, sulla base della

definizione e del rispetto di precisi standard.


Il diritto a servizi sanitari di qualità richiede che le strutture sanitarie e i

professionisti pratichino livelli soddisfacenti di prestazioni tecniche, di comfort

e di relazioni umane. Questo implica la specificazione e il rispetto di precisi

standard di qualità, fissati per mezzo di una procedura di consultazione

pubblica e rivisti e valutati periodicamente.


9. Diritto alla sicurezza

Ogni individuo ha il diritto di essere libero da danni derivanti dal cattivo

funzionamento dei servizi sanitari, dalla mala practica e dagli errori medici, e ha il diritto

di accesso a servizi e trattamenti sanitari che garantiscano elevati standard di sicurezza.


Al fine di garantire questo diritto, gli ospedali e i servizi sanitari devono

monitorare continuamente i fattori di rischio ed assicurare che i dispositivi

sanitari elettronici siano mantenuti in buono stato e che gli operatori siano

formati in modo appropriato.


Tutti i professionisti sanitari devono essere pienamente responsabili della

sicurezza di ogni fase ed elemento di un trattamento medico.

I medici devono essere in grado di prevenire i rischi di errori attraverso il

monitoraggio dei precedenti e la formazione continua.

I membri di staff sanitari che riferiscono la esistenza di rischi ai loro superiori

e/o colleghi devono essere protetti da possibili conseguenze avverse.


10. Diritto alla innovazione

Ogni individuo ha il diritto all’accesso a procedure innovative, incluse quelle

diagnostiche, secondo gli standard internazionali e indipendentemente da

considerazioni economiche o finanziarie.


I servizi sanitari hanno il dovere di promuovere e sostenere la ricerca in campo

biomedico, dedicando particolare attenzione alle malattie rare.

I risultati della ricerca devono essere adeguatamente disseminati.


11. Diritto a evitare le sofferenze e il dolore non necessari

Ogni individuo ha il diritto di evitare quanta più sofferenza possibile, in ogni fase della

sua malattia.


I servizi sanitari devono impegnarsi ad assumere tutte le misure utili a questo

fine, come ad esempio fornendo cure palliative e semplificando l’accesso di

pazienti a esse.


12. Diritto a un trattamento personalizzato

Ogni individuo ha il diritto a programmi diagnostici o terapeutici quanto più possibile

adatti alle sue personali esigenze.


I servizi sanitari devono garantire, a questo fine, programmi flessibili, orientati

quanto più possibile agli individui, assicurando che i criteri di sostenibilità

economica non prevalgano sul diritto alle cure.


13. Diritto al reclamo

Ogni individuo ha il diritto di reclamare ogni qual volta abbia sofferto un danno e ha il

diritto a ricevere una risposta o un altro tipo di reazione.


I servizi sanitari devono garantire l’esercizio di questo diritto, assicurando (con

l’aiuto di terze parti) ai pazienti informazioni circa i loro diritti, mettendoli in

condizioni di riconoscere le violazioni e formalizzare il loro reclamo.

I reclami devono essere fatti tramite procedure standard e facilitati da

istituzioni indipendenti e/o da organizzazioni dei cittadini e non possono

pregiudicare il diritto dei pazienti ad avviare un’azione legale o a perseguire

procedure di conciliazione.


14. Diritto al risarcimento

Ogni individuo ha il diritto di ricevere un sufficiente risarcimento in un tempo

ragionevolmente breve ogni qual volta abbia sofferto un danno fisico ovv

ero morale e

psicologico causato da un trattamento di un servizio sanitario.

I servizi sanitari devono garantire un risarcimento, qualunque sia la gravità del

danno e la sua causa (da un’attesa eccessiva a un caso di mala pratica), anche

quando la responsabilità ultima non può essere determinata con assoluta

certezza.


PARTE TERZA: DIRITTI DI CITTADINANZA ATTIVA


I diritti contenuti in questa Carta si riferiscono all’individuo piuttosto che al

cittadino poiché i diritti fondamentali superano il criterio della cittadinanza,

come notato sopra. Tuttavia, ogni individuo che agisce per proteggere i suoi

diritti e/o i diritti di altri esercita un atto di “cittadinanza attiva”. Questa

sezione, quindi, utilizza il termine “cittadini” per riferirsi alle persone attive che

operano nel territorio della Unione europea.

In ordine alla promozione e alla verifica della messa in opera dei diritti dei

pazienti stabiliti sopra, devono essere proclamati alcuni diritti dei cittadini. Essi

riguardano principalmente i vari gruppi di cittadini organizzati (pazienti,

consumatori, gruppi di tutela, servizi di informazione, gruppi di auto-aiuto,

organizzazioni volontarie, movimenti di base, ecc.) che hanno il ruolo

imprescindibile di supportare e mettere in condizione i cittadini di esercitare

poteri per la tutela dei propri diritti. Questi diritti sono collegati al diritto di

associazione e di iniziativa civica, contenuti nell’articolo 12, sezione 1, della

Carta dei diritti fondamentali.


1. Diritto a esercitare attività di interesse generale

I cittadini, sia come individui che come membri di associazioni, hanno il diritto,

fondato sul principio di sussidiarietà, di svolgere attività di interesse generale

per la protezione dei diritti connessi alla salute. C’è un concomitante dovere

delle autorità e di tutti gli attori rilevanti di favorire e incoraggiare tale attività.


2. Diritto a svolgere attività di tutela

I cittadini hanno il diritto di svolgere attività per la protezione dei diritti

nell’area della salute, e in particolare:

  • Il diritto alla libera circolazione delle persone e delle informazioni nei

servizi sanitari pubblici e privati, nei limiti del rispetto della privacy;

  • Il diritto di realizzare attività di verifica e di controllo al fine di

misurare l’effettivo rispetto dei diritti dei cittadini nel sistema

sanitario;

  • Il diritto di svolgere attività volte a prevenire la violazione dei diritti

nel campo della salute;

  • Il diritti di intervenire direttamente nelle situazioni di violazione o di

inadeguata protezione dei diritti;

  • Il diritto di comunicare informazioni e proposte, e il conseguente

obbligo, da parte delle autorità responsabili dell’amministrazione dei

servizi sanitari pubblici e privati, di prenderle in considerazione e di

rispondere;

  • Il diritto alla interlocuzione pubblica con le autorità sanitarie

pubbliche e private.


3. Diritto di partecipare al policy making nell’area della salute

I cittadini hanno il diritto di partecipare alla definizione, implementazione e

valutazione delle politiche pubbliche correlate alla protezione dei diritti nel

campo della salute, sulla base dei seguenti principi:

  • Il principio della comunicazione bilaterale nella formazione

dell’agenda, o, in altre parole, il continuo scambio di informazioni tra

cittadini e istituzioni nella definizione dell’agenda;

  • Il principio della consultazione nelle due fasi della progettazione e

della decisione delle politiche, con l’obbligo da parte delle istituzioni

di ascoltare le proposte delle organizzazioni dei cittadini, di dare un

feedback su di esse, di consultare tali organizzazioni prima di

prendere ogni decisione e di giustificare le loro decisioni se esse

differiscono dalle opinioni espresse;

  • Il principio della partnerhsip nella implementazione delle politiche,

che significa che ogni partner (cittadini, istituzioni e altri soggetti

privati e sociali) sono pienamente responsabili e operano con pari

dignità;

  • Il principio della valutazione condivisa, che implica che i risultati

dell’attività delle organizzazioni civiche deve essere utilizzata come

strumento per la valutazione delle politiche.


PARTE QUARTA: LINEE GUIDA PER LA IMPLEMENTAZIONE

DELLA CARTA


La disseminazione e l’applicazione dei contenuti di questa Carta avverranno a

differenti livelli, in particolare a quello europeo, quello nazionale e quello

locale.


Informazione ed educazione

Come strumento per informare ed educare i cittadini e gli operatori sanitari, la

Carta potrebbe essere diffusa negli ospedali, nei media specializzati e in altre

istituzioni e organizzazioni legate alla salute. La Carta potrebbe essere anche

diffusa nelle scuole, nelle università e in tutti i luoghi in cui vengono affrontate

questioni riguardanti la costruzione della “Europa dei cittadini”. Particolare

attenzione dovrebbe essere dedicata alle attività di formazione per i medici, gli

infermieri e gli altri soggetti impegnati nella sanità.


Sostegno

Forme di sostegno e di sottoscrizione della Carta potrebbero essere raccolte

presso i soggetti del mondo sanitario e le organizzazioni dei cittadini. Quelle

strutture sanitarie e quei professionisti che sottoscrivono la Carta potrebbero

assumere specifici impegni per la sua attuazione.


Monitoraggio

La Carta potrebbe inoltre essere utilizzata come strumento di monitoraggio

sullo stato dei diritti dei pazienti in Europa da parte delle organizzazioni

civiche, dei mezzi di informazione e delle autorità indipendenti, con l’utilizzo

di strumenti appropriati. Un rapporto periodico potrebbe essere pubblicato per

favorire la consapevolezza della situazione e fissare nuovi obiettivi.


Tutela

La Carta potrebbe essere utilizzata per lanciare attività di tutela dei diritti dei

pazienti, sia come attività di prevenzione che come azioni volte a ristabilire un

diritto violato. Tali attività potrebbero essere svolte da organizzazioni della

cittadinanza attiva, da istituzioni come i difensori civici, da comitati etici o da

commissioni di conciliazione, da giudici di pace così come da tribunali.

Istituzioni, procedure e strumenti collegati allo “spazio giuridico europeo”

dovrebbero essere impiegati a questo fine.


Interlocuzione

Forme di interlocuzione tra gli stakeholder potranno essere organizzate sulla

base dei contenuti della Carta, al fine di mettere a punto politiche e programmi

per la protezione dei diritti dei pazienti. Tale dialogo dovrebbe aver luogo tra

autorità di governo, aziende pubbliche e private coinvolte nella sanità,

associazioni professionali e sindacati oltre che organizzazioni civiche.


Budgeting

In relazione ai diritti dei pazienti contenuti in questa Carta, potrebbero essere

individuate e utilizzate quote del budget della sanità da utilizzare per la

soluzione di specifiche situazioni (ad esempio, le liste di attesa), o per la tutela

di coloro che sono in situazioni particolarmente critiche (come i malati

psichiatrici). Il rispetto di queste quote, o lo scarto rispetto ad esse, potrebbe

essere verificato nel rapporto annuale.


Legislazione

La Carta potrebbe essere incorporata in tutto o in parte nelle leggi e nei

regolamenti nazionali ed europei, al fine di ricomprendere la tutela dei diritti

dei pazienti nelle ordinarie politiche pubbliche, malgrado la possibilità di

immediata messa in opera di tali diritti alla luce della Carta dei diritti fondamentali della Unione Europea.


 
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